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5 gennaio 2012
Il "Caffè"
Pietro Verri fonda nel 1764 il "Caffè". La rivista così chiamata si finge di trascrivere le conversazioni, le discussioni e i racconti narrati in una bottega di caffè. Ma il significato era anche un altro: "Non era forse il caffè quella bevanda che teneva sveglia gli uomini, impedendo loro di sprofondare nel sonno o di rimanere assorti in esso?"
Manifesto
C’era una tradizione a Napoli che per un certo tempo si era diffusa anche in altri luoghi, tra cui Padova: quella del caffè pagato.
Si entrava in un bar per bere una cosa e se ne usciva pagandone due. Una per sé e una per chi fosse venuto dopo (chi non si poteva sapere esattamente, ma si sperava qualcuno che non avrebbe altrimenti potuto permettersi il lusso di spendere soldi al bar).
Chi scrive ritiene che in questa città, come più in generale in questo paese, ci sia sopra a tutto un enorme bisogno di caffè pagati.
E allora iniziamo noi. Caffè pagati: Osteria la Colonna (via Altinate), Green Bar (via San Biagio), bar Il Pozzetto (via Gattamelata), bar del Bo (via VIII Febbraio)
Si entrava in un bar per bere una cosa e se ne usciva pagandone due. Una per sé e una per chi fosse venuto dopo (chi non si poteva sapere esattamente, ma si sperava qualcuno che non avrebbe altrimenti potuto permettersi il lusso di spendere soldi al bar).
Chi scrive ritiene che in questa città, come più in generale in questo paese, ci sia sopra a tutto un enorme bisogno di caffè pagati.
E allora iniziamo noi. Caffè pagati: Osteria la Colonna (via Altinate), Green Bar (via San Biagio), bar Il Pozzetto (via Gattamelata), bar del Bo (via VIII Febbraio)
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